Arriva nel 2026 su HBO Max Portobello, la serie di Marco Bellocchio con Fabrizio Gifuni che racconta il caso Enzo Tortora, tra malagiustizia, media e camorra.
Quando esce Portobello
Dopo una calorosa accoglienza alla Mostra di Venezia, “Portobello” sarà disponibile nel 2026 in streaming su HBO Max. La serie, diretta da Marco Bellocchio, vede Fabrizio Gifuni nei panni del celebre conduttore Enzo Tortora.
La trama: ascesa e caduta di Enzo Tortora
Nel 1982 Enzo Tortora è al massimo della popolarità: il suo programma televisivo Portobello raggiunge 28 milioni di spettatori e il Presidente Pertini lo nomina Commendatore della Repubblica. Ma la sua vita cambia bruscamente quando, dopo il terremoto dell’Irpinia e i nuovi equilibri della Nuova Camorra Organizzata, il pentito Giovanni Pandico fa il suo nome durante un interrogatorio.
Da qui prende il via una vicenda che diventa uno dei più clamorosi casi di malagiustizia italiana, con Tortora sbattuto in prima pagina dai media e travolto da accuse infondate.
Gifuni su Tortora: “Un uomo libero sbranato due volte”
Interpretare Tortora è stata una sfida intensa per Fabrizio Gifuni, che ha dichiarato:
“È una storia complessa, che racconta un uomo amatissimo e allo stesso tempo sbranato immediatamente. Tortora è stato punito due volte: con un esilio di sette anni dalla Rai e con un processo mediatico spietato. Era uno spirito libero, non appartenente né ai democristiani né ai comunisti, e forse anche per questo non gli fu perdonato nulla”.
Marco Bellocchio: un progetto a lungo inseguito
Bellocchio lavorava a Portobello da tempo: inizialmente doveva essere una produzione Rai, ma è diventata una serie HBO Original. Il regista ha commentato:
“Da parte di HBO c’è stata disponibilità. Nella storia della Rai, invece, ci sono state occasioni perse”.
Negli ultimi anni Bellocchio ha spesso riportato sullo schermo figure chiave del passato italiano, da Moro a Buscetta, fino a Tortora.
Perché Portobello è una serie da non perdere
Tra storia, media e giustizia, Portobello non racconta solo la vicenda personale di Tortora, ma anche una pagina oscura dell’Italia degli anni Ottanta, che mette ancora oggi in discussione il rapporto tra potere, informazione e libertà individuale.



