Fear Street: Prom Queen è il quarto capitolo della saga horror ispirata ai romanzi di R.L. Stine, disponibile su Netflix. Nonostante una trama piuttosto prevedibile e colma di cliché, riesce comunque a intrattenere, specialmente chi ama i teen slasher e l’estetica vintage anni ’80.
Il film, diretto da Matt Palmer, prende le distanze dagli elementi più soprannaturali dei precedenti capitoli della trilogia originale – uscita nel 2021 – per concentrarsi su un ambiente scolastico tipicamente americano, con reginetta del ballo, bullismo, e un assassino misterioso pronto a mietere vittime.
Trama classica ma atmosfera riuscita
La protagonista, Lori Granger (India Fowler), è una liceale vista come un’outsider. Figlia di una donna accusata di omicidio, fatica a trovare il proprio posto nel mondo. In un gesto impulsivo, decide di candidarsi a reginetta del ballo, sfidando la popolarissima e crudele Tiffany Falconer (Fina Strazza).
L’ambientazione è quella tipica da prom movie: vestiti sgargianti, litri di lacca, rossetti rosa pastello e una colonna sonora che pesca a piene mani tra le hit pop degli anni ’80. In questo contesto apparentemente innocuo, qualcuno inizia a uccidere le candidate alla corona del ballo, una dopo l’altra.
Il film si sviluppa secondo i canoni dello slasher classico: scene di omicidi sanguinari, personaggi stereotipati, e una tensione crescente. La regia, pur senza guizzi, dimostra solidità, soprattutto nella costruzione delle scene di morte, alcune delle quali risultano anche divertenti grazie a un tocco di humour nero.
Nostalgia, trucco pesante e sangue a fiumi
Fear Street: Prom Queen non si distingue per originalità, ma si fa notare per l’estetica curata. Trucco, costumi e scenografie restituiscono con efficacia il sapore degli anni ’80. E proprio qui si trova la sua forza: nella nostalgia.
Le sequenze di ballo, ad esempio, sono un concentrato di esagerazione pop, tra coreografie kitsch e scontri danzanti. Tiffany e le sue “minion” si esibiscono sulle note di The Look dei Roxette, mentre il climax si raggiunge con un dance-off sulle note di Gloria.
Anche i personaggi secondari riescono a strappare un sorriso, come la preside bigotta interpretata da Lily Tomlin, che aggiunge un tocco caricaturale ma efficace. Meno riuscita è invece la protagonista, che fatica a coinvolgere davvero, lasciando spesso spazio agli altri interpreti più caratteristici.
Una visione leggera per i fan del genere
In conclusione, Fear Street: Prom Queen è un teen horror prevedibile, ma comunque godibile. Gli elementi narrativi sono tutt’altro che innovativi, ma il film riesce a intrattenere grazie al ritmo vivace, ai dettagli visivi curati e a un’ambientazione accattivante. Non sarà un cult del genere, ma fa il suo dovere: intrattenere senza troppe pretese.
Perfetto per una serata all’insegna del sangue, dei balli scolastici, e di una spolverata di camp anni ’80, questo film è consigliato agli irriducibili del teen slasher americano.



