23.3 C
New York
Thursday, September 17, 2026

Buy now

spot_img

Stephen King e la battaglia legale contro un film pessimo ispirato a uno dei suoi racconti

Nel mondo del cinema, gli adattamenti delle opere di Stephen King sono spesso sinonimo di successo, ma non tutti i film ispirati ai suoi libri sono riusciti a rispettare il suo talento narrativo. Uno dei casi più celebri riguarda il film Il tagliaerbe (1992), un adattamento sci-fi che King non ha mai visto di buon occhio. La pellicola, purtroppo, ha ben poco a che fare con il racconto originale di King, dando vita a una lunga e complessa battaglia legale, culminata in una sentenza storica.

Il film Il tagliaerbe: un adattamento tradito

Nel 1992, Il tagliaerbe, diretto da Brett Leonard, venne presentato al pubblico come un film ispirato al racconto omonimo di Stephen King, incluso nella raccolta A volte ritornano. Tuttavia, la pellicola si discostò notevolmente dalla trama originale, trasformando un racconto inquietante e surreale in un film fantascientifico sulla realtà virtuale. Il protagonista, interpretato da Jeff Fahey, diventa un giardiniere con poteri psichici, mentre il racconto di King parla di un giardiniere e una falciatrice che si muove da sola, con una storia ben più macabra e legata a leggende mitologiche.

Nonostante il film non fosse affatto fedele al materiale originale, venne pubblicizzato come “Il tagliaerbe di Stephen King”, sfruttando il nome dell’autore per attirare l’attenzione del pubblico. Le recensioni furono aspre, ma il film riuscì comunque a incassare ben 150 milioni di dollari a fronte di un budget di 10 milioni. Tuttavia, l’enorme successo del film fu principalmente dovuto al fatto che il pubblico si aspettò un adattamento fedele al famoso scrittore, ma si trovò davanti un prodotto completamente diverso.

La battaglia legale di Stephen King

Quando Stephen King si rese conto di quanto il suo nome fosse stato abusato, decise di intraprendere una lunga battaglia legale. Nel maggio del 1992, l’autore fece causa alla Allied Vision e alla New Line Cinema, chiedendo che il suo nome venisse rimosso dal titolo del film e da qualsiasi materiale promozionale. La causa fu vinta da King, e nel luglio dello stesso anno un giudice federale stabilì che il nome dello scrittore dovesse essere rimosso dalla pubblicità. Questa sentenza fu un caso unico, il primo dal lontano 1922, quando James Oliver Curwood aveva ottenuto una simile vittoria contro un film.

La New Line Cinema, tuttavia, non si arrese facilmente e presentò ricorso. Alla fine, la corte permise di mantenere la dicitura “basato su un racconto di Stephen King” nei titoli del film, ma il suo nome dovette essere eliminato da ogni altro materiale pubblicitario. Nonostante l’accordo, la New Line continuò a utilizzare il nome di King nelle confezioni delle videocassette, ignorando deliberatamente l’ordine del tribunale. Nel 1994, un ulteriore giudizio federale condannò la casa di produzione per oltraggio alla corte, imponendo una multa di 10.000 dollari al giorno fino alla completa rimozione di ogni riferimento illecito.

Altri Articoli

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here


Resta Connesso

0FansLike
0FollowersFollow
0SubscribersSubscribe
- Advertisement -spot_img

Ultimi Articoli