Arriva questa sera su Sky Cinema Uno (21.15) Una figlia, il film di Ivano De Matteo che affronta uno dei dilemmi più difficili da guardare negli occhi: cosa resta del legame tra un padre e una figlia quando accade l’impensabile?
La storia
Pietro (Stefano Accorsi) vive da anni con una ferita aperta: la morte della moglie. Da quel momento la sua vita si concentra su Sofia, la figlia adolescente con cui costruisce un rapporto stretto, quasi simbiotico.
La fragilità di questo equilibrio, però, si incrina quando l’uomo prova a ricominciare con una nuova compagna, Chiara. La reazione di Sofia è improvvisa, violenta, definitiva. Un gesto da cui non si può tornare indietro e che scaraventa entrambi in una realtà fatta di tribunali, percorsi rieducativi e domande che nessun genitore vorrebbe porsi.
Da una parte c’è Sofia, chiusa nel suo mondo di rabbia e bisogno.
Dall’altra c’è Pietro, che deve scegliere tra il senso di giustizia e un amore che non riesce a spezzarsi.
Accorsi e Francesconi, due solitudini che si cercano
Stefano Accorsi costruisce un personaggio trattenuto, incapace di urlare il dolore ma incapace anche di sfuggirgli. Pietro vacilla, cambia idea, si contraddice: proprio come accade nella vita reale quando la razionalità e l’istinto entrano in collisione.
Accanto a lui, Ginevra Francesconi dà corpo a una Sofia fragile e imprevedibile, raccontata non come “colpevole” ma come ragazza che tenta disperatamente di trovare un posto nel mondo.
Il cinema di Ivano De Matteo
De Matteo prosegue il suo percorso nel cuore delle dinamiche familiari più complesse. Firma un film che non giudica ma osserva, con pudore, cosa succede quando la linea tra amore, fallimento e responsabilità diventa sottile.
«Un genitore non smette mai di esserlo», dice Accorsi nel film.
Ed è forse questo il punto: Una figlia non dà risposte, ma apre domande che bruciano.
Domande che, per una sera, ci costringono a chiederci: fino a dove può davvero arrivare un padre?



