La serie Countdown su Prime Video, con protagonista Jensen Ackles, si presenta come un poliziesco-investigativo nostalgico che sa intrattenere, almeno fino a un improvviso crollo strutturale della trama. Pur senza rivoluzionare il genere, la serie trova un suo spazio grazie a un approccio diretto e un’atmosfera che ricorda i polizieschi di 15-20 anni fa.
Una partenza promettente e un intrattenimento solido
La storia inizia in media res con l’omicidio di un agente del Dipartimento di Sicurezza Interna degli Stati Uniti, che porta alla formazione rapida di una task force composta da agenti di varie forze dell’ordine. Tra loro c’è Mark Meachum (Jensen Ackles), poliziotto di Los Angeles sconsiderato e donnaio. La squadra scoprirà presto che dietro l’omicidio si nasconde un piano per un attacco nucleare sul suolo americano.
Il fascino della serie risiede nella sua nostalgia: Countdown ricorda prodotti come Graceland o Southland, richiedendo allo spettatore di accettare alcune libertà narrative, come la formazione improvvisa della task force o la libertà operativa dei protagonisti in situazioni estreme. Nonostante questi limiti, la serie intrattiene con un ritmo serrato, episodi veloci e una varietà di operazioni che non annoiano mai: raid, inseguimenti nel deserto e imboscate sono mostrati con semplicità disarmante e una buona dose di tensione.
Due elementi risultano particolarmente convincenti: il rapporto tra i protagonisti, che ricalca il trend dei disadattati costretti a collaborare, e il villain, ben costruito e capace di incutere timore. Anche la scelta narrativa di mostrare gradualmente le motivazioni del cattivo, attraverso flashback distanziati, aggiunge profondità senza appesantire la storia.
Il crollo strutturale che rovina la stagione
Tuttavia, la serie crolla quando arriva quella che sembra essere una seconda fase della trama. Una nuova minaccia emerge con modalità casuali e poco credibili, e la riformazione della task force appare forzata. La gestione dei personaggi, fino a quel momento efficace, viene annacquata, riducendo l’impatto emotivo degli archi narrativi. Quello che poteva essere un colpo di scena interessante diventa un punto debole che evidenzia le lacune strutturali della serie.
In sintesi, Countdown funziona come poliziesco nostalgico, con episodi rapidi e ben ritmati e un buon equilibrio tra tensione e intrattenimento. Tuttavia, l’ultimo arco narrativo compromette i punti di forza accumulati, facendo perdere credibilità e coesione alla storia.



