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Enzo: il nuovo film con Pierfrancesco Favino al cinema

Arriva nelle sale italiane Enzo, il nuovo film diretto da Robin Campillo con Pierfrancesco Favino. Una storia di ribellione, desiderio e crescita, presentata a Cannes 2025.

Un racconto di ribellione e desiderio

È uscito giovedì 28 agosto 2025, Enzo, il film che ha inaugurato la Quinzaine des Cinéastes al Festival di Cannes 2025. Diretto da Robin Campillo e distribuito in Italia da Lucky Red, il lungometraggio porta sullo schermo una vicenda intensa e attuale, in cui adolescenza, conflitto familiare e tensioni sociali si intrecciano in maniera profonda.

Il protagonista è Enzo, un sedicenne che vive con la sua famiglia borghese a La Ciotat, nei pressi di Marsiglia. A differenza del fratello Victor, modello di disciplina e successo, Enzo sceglie di ribellarsi al futuro già tracciato per lui. Abbandona la scuola e decide di diventare muratore, lasciando sgomenti i suoi genitori. La scelta lo porta in un mondo completamente diverso, fatto di polvere, cantieri e fatica fisica, ma anche di nuove scoperte interiori.

Durante questa esperienza incontra Vlad, un operaio ucraino destinato a essere richiamato in patria a causa della guerra. L’amicizia tra i due si trasforma rapidamente in un legame carico di attrazione e pericolo, che segna per Enzo l’inizio di un percorso di formazione non convenzionale.

Temi e stile tra politica e intimità

Enzo si distingue dai classici racconti di formazione. Non racconta semplicemente la crescita di un adolescente, ma mette in luce il disagio di una generazione disillusa, che non riesce a intravedere un futuro positivo. La scuola non è più sinonimo di emancipazione, bensì di omologazione. In questo contesto, il giovane protagonista cerca autenticità attraverso il lavoro manuale e un rapporto che mette in discussione regole sociali e familiari.

Il film si muove tra due mondi opposti: la villa sul mare, simbolo di benessere e prigionia, e i cantieri, luogo di concretezza e libertà. Campillo alterna momenti intensi a pause rarefatte, creando un ritmo che restituisce perfettamente l’incertezza del protagonista.

La sceneggiatura è firmata da Laurent Cantet, scomparso nel 2024, e da Robin Campillo. Non a caso l’opera viene presentata come “un film di Laurent Cantet diretto da Robin Campillo”, unendo la sensibilità sociale del primo alla tensione sensuale e politica del secondo.

Un cast internazionale guidato da Favino

Nel ruolo del padre autoritario c’è Pierfrancesco Favino, che interpreta Paolo, incapace di comprendere le scelte del figlio. Accanto a lui, Élodie Bouchez nei panni di Marion, madre divisa tra comprensione e rigore, e Nathan Japy nel ruolo del fratello modello Victor. A incarnare Enzo è il giovane Eloy Pohu, mentre Maksym Slivinskyi presta intensità a Vlad, figura centrale nell’evoluzione del protagonista.

Il film, della durata di 102 minuti, è stato prodotto da Les Films de Pierre con la fotografia di Jeanne Lapoirie. In Italia è distribuito da Lucky Red.

Perché vedere Enzo al cinema

Enzo è molto più di un semplice dramma adolescenziale. È un film che parla di ribellione, desiderio e identità, ma anche delle fratture che attraversano l’Europa di oggi, tra differenze sociali e ombre della guerra. Con uno sguardo umano e politico al tempo stesso, Campillo e Cantet consegnano un’opera che emoziona e fa riflettere, portando sul grande schermo un ritratto intenso e necessario della gioventù contemporanea.

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