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Thursday, September 17, 2026

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Kevin Costner risponde alle accuse di stupro: “Una menzogna”

Kevin Costner è al centro di una controversia legale legata al film Horizon: An American Saga – Chapter 2. L’attore e regista americano è stato denunciato dalla stuntwoman Devyn LaBella, controfigura di Ella Hunt, che sostiene di essere stata costretta a girare una scena di stupro violento non prevista dalla sceneggiatura, senza consenso e senza la presenza di un intimacy coordinator.

Costner ha respinto con forza le accuse, definendole “una menzogna sfacciata basata su affermazioni false e linguaggio sensazionalistico per danneggiare la mia reputazione”.

L’origine della controversia

Secondo la denuncia, presentata lo scorso maggio presso la corte superiore di Los Angeles, la stuntwoman racconta di essere stata coinvolta in una sequenza improvvisata in cui un attore maschile l’avrebbe immobilizzata e spinta a terra. La scena, mai concordata, avrebbe simulato una violenza sessuale, con ripetizioni ordinate da Costner stesso.

LaBella sostiene che l’episodio violi le regole del sindacato Sag-Aftra, che richiedono un preavviso di 48 ore e il consenso esplicito per girare scene di nudo o rapporti sessuali simulati. A rafforzare la sua posizione c’è anche la testimonianza dell’intimacy coordinator Celeste Chaney, la quale ha definito la sequenza “una scena di stupro violento non pianificata né concordata, imposta all’improvviso a stunt e attori”.

La difesa di Kevin Costner

La replica dell’attore, affidata all’avvocato Marty Singer, racconta una versione opposta. Nel fascicolo presentato in tribunale sono stati inclusi messaggi inviati da LaBella al suo supervisore pochi giorni dopo le riprese. In uno di essi la stuntwoman ringraziava per l’esperienza, definendola positiva e senza accenni di disagio.

Per Costner, queste parole dimostrerebbero entusiasmo e gratitudine, non rabbia o risentimento. L’attore ha parlato di un’azione “opportunistica e pruriginosa”, negando categoricamente che sia stata improvvisata una scena di stupro. Secondo la sua difesa, si sarebbe trattato soltanto di prove tecniche per anticipare due sequenze di violenza mostrate in seguito fuori campo.

Le richieste della stuntwoman

Nonostante i messaggi citati dalla controparte, Devyn LaBella sostiene di aver confidato a colleghi il suo disagio, mantenendo però un atteggiamento professionale per non bloccare la produzione. Nella causa, chiede un risarcimento economico per i presunti danni psicologici e professionali, oltre all’obbligo di presenza di un intimacy coordinator in tutti i futuri set diretti da Costner.

Il progetto Horizon e le difficoltà al botteghino

La vicenda arriva in un momento delicato per Kevin Costner. L’attore ha lasciato la serie Yellowstone per dedicarsi al progetto personale Horizon, una saga western ambientata alla fine dell’Ottocento. Costner ha investito 38 milioni di dollari del proprio patrimonio in un budget totale di circa 100 milioni destinato ai primi due capitoli.

Il primo film, uscito a giugno 2024, ha però registrato incassi deludenti, fermandosi a 38,7 milioni di dollari a livello globale. Il secondo capitolo, presentato in anteprima alla Mostra del Cinema di Venezia 2024, non ha ancora una data ufficiale di uscita nelle sale.

Il caso giudiziario intorno a Kevin Costner e Horizon 2 mette in ombra un progetto già complesso e rischioso. Mentre la star americana respinge con decisione le accuse, sarà il tribunale a stabilire la verità, in un contenzioso che potrebbe avere conseguenze sia legali sia sulla carriera dell’attore-regista.

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